Andrea Zanchi si presenta nel ritiro a Rivisondoli:

“Ho giocato in tutti i gironi, ho sempre provato ad andare in Serie B, ma non ce l’ho fatta. L’ambizione ha sempre fatto parte del mio essere. Ho vinto due campionati, una Coppa Italia, una Supercoppa, perso due playoff, uno in semifinale con il Sudtirol contro il Cosenza, ed uno contro il Pisa col Perugia. A parte la parentesi di Rieti dove mi sono avvicinato a casa, e le vicessitudini di Catania, ho fatto sempre campionato di vertice. Non ho mai giocato per salvarmi. La trattativa è stata molto semplice, quando chiama il Padova, poi difficilmente la trattativa è difficile. Caneo mi conosce come giocatore, siamo stati insieme per un breve periodo. Siamo in una piazza importante e avremo coppie in ogni ruolo. Alla Turris il mister all’inizio del girone di andata era terzo, poi nel girone di ritorno c’è stato il Covid e tanti infortuni. Il suo gioco è dispendioso, ma fa togliere grosse soddisfazioni, personali e di squadra. Dovevo andare alla Turris a gennaio, poi il ds Pellegrino non ha voluto. Ho parlato con alcuni ex compagni, per come ci siamo lasciati  Catania è stata una situazione pesante, per sei mesi abbiamo vissuto senza punti di riferimento. Il dualismo con Curcio ci sarà, ma nessun problema. Ci giocheremo il posto, chi sta meglio gioca. Sono meglio 20 presenze a Padova fatte in un certo modo, che 35 in qualsiasi altra piazza. Felipe lo conosco, è molto forte. Sono un giocatore di fascia, non mi pongo limiti e vincoli, sono prevalentemente offensivo, mi piace far segnare gli altri, andare sul fondo, fare assist, ma nella penultima stagione a Catania ho giocato anche terzo dei tre centrali. Qui ritrovo Simone Russini, crea spazi per chiunque, è un piacere ritrovarlo qui a Padova. Ha spunto, qualità tecnica e crea spazi per noi da dietro. Padova mi aiuta a mettere in palio un obiettivo importante e ambizioso. A livello personale ho parlato con alcuni ex compagni come Luca Moro e Andrea Zaccagno, mi hanno parlato benissimo della città, bellissima e in cui si vive molto bene. Io porterò la famiglia. Il viaggio in treno? E’ stata la prima volta, ma è stato molto comodo, la mia carriera ha visto alti e bassi, son stato in posti bellissimi ed in altri dove non c’era nemmeno l’acqua calda, di certo questi non sono problemi. Da cosa ripartire? Bisogna iniziare un nuovo ciclo, il calcio è gioia, bisogna ripartire da quell’entusiasmo senza pensare a quello che è stato”