Giuseppe Bergamin

Estratto Fonte: Pierpaolo Spettoli per IL GAZZETTINO


Una decina di minuti in spogliatoio con la squadra per richiamare i biancoscudati alle proprie responsabilità. Blitz alla Guizza del presidente Giuseppe Bergamin, che è arrivato poco prima della 16 nel quartiere generale biancoscudato quando i giocatori dovevano ancora iniziare l’allenamento. Il patron si è intrattenuto qualche istante con il direttore generale Giorgio Zamuner e con Oscar Brevi, poi tutti dentro nello spogliatoio dove sono stati radunati i giocatori. Al termine del suo discorso, prima di lasciare l’impianto Bergamin si è fermato qualche istante con i cronisti. «Come ho trovato i ragazzi? Penso che siano coscienti di quello che hanno dato e che possono dare. Da qui in avanti devono dimostrare di essere dei giocatori e degli uomini, e devono prendersi delle responsabilità. Non c’è motivo di deprimersi perché un obiettivo minimo l’abbiamo raggiunto (qualificazione ai play off, ndr), adesso si tratta di migliorarlo ponendocene magari altri proprio per dare risposta alle ambizioni di ciascuno, e per dare un futuro di continuità e di crescita. Essendo giocatori professionisti e responsabili, possono sicuramente prendere atto di quello che ho espresso e vedremo senz’altro i risultati».

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L’obiettivo minimo è stato raggiunto, ma per arrivare nelle condizioni migliori possibili ai play off bisogna risollevarsi anche psicologicamente. «Credo poco a questo discorso. Non ho mai capito cosa significhi l’espressione giusta condizione mentale o fisica. Per un calciatore professionista questo è il suo mestiere, è come se io mi deprimessi nel fare il mio lavoro. Non è così, ogni giorno e in ogni partita ci sono degli stimoli che devono assolutamente venire fuori. Non credo che ci sia un decadimento sotto questo punto di vista, e non vedo che in prospettiva questo possa essere un problema». I giocatori le hanno detto qualcosa? «No, ho parlato io e loro hanno ascoltato. Magari devono riflettere su quello che ho detto. Poi se c’è qualcuno che vuole parlarmi, sono sempre a disposizione».

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Si è trattato di un richiamo alle responsabilità della squadra e di fare gruppo. «Il gruppo c’è e penso che sia forte. Deve essere mantenuto con questa qualità e con questo spirito di sacrificio che ognuno deve dimostrare, indipendentemente da chi va in campo. Poi le scelte tecniche sono di competenza dell’allenatore e dello staff, pertanto a partire da loro ciascuno si prende le proprie responsabilità».