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Estratto Fonte:  IL MATTINO DI PADOVA


[…]«Non so se sia una questione di testa», l’opinione di Giacomo Bindi, il portiere biancoscudato ritrovatosi troppe volte, nelle ultime gare, a raccogliere palloni in fondo alla sua porta.«È difficile commentare una partita come il derby di lunedì, nel quale tutte e due le squadre sono state molto contratte e si vedeva che a prevalere era la paura di perdere. Alla fine perdeva chi commetteva il primo errore, e purtroppo è capitato a noi». L’errore: una costante che ha condizionato molto queste ultime gare, al di là dei meriti avversari. «Contro certe squadre ogni minima disattenzione si paga. Probabilmente in questa fase le stiamo pagando anche in maniera più salata di quel che meriteremmo: col Venezia abbiamo avuto una sola indecisione, loro hanno tirato in porta una sola volta, eppure hanno trovato il gol e hanno poi vinto. Noi le occasioni le abbiamo avute, pure con la Feralpi e il Parma: siamo vivi, ma l’importante è eliminare anche il minimo errore, perché ci sta condizionando ogni partita. Dettagli che magari nel girone d’andata non si verificavano: non perché non sbagliassimo mai, ma perchè all’epoca non procuravano simili danni».

[…]Anche un pareggio col Pordenone può quindi andar bene? «Sì, ma questo non significa scendere in campo con l’idea di pareggiare. Al momento dobbiamo solo tornare compatti e concreti, ritrovare certezze e serenità, senza pensare al di là della sola gara che ci aspetta. Dobbiamo forgiare un carattere che poi ci torni utile nel mini-campionato successivo che sono i playoff». C’è qualcosa da salvare, di quest’ultimo periodo? «La caratteristica unica di queste tre sconfitte sono stati i nostri tifosi. Non è un voler lisciare questo o quell’altro settore dello stadio: in tutte e tre le ultime gare a fine gara ci hanno applaudito tutti, e sicuramente questa è stata una grossa lezione per noi e per il calcio in generale. Nel momento in cui si crea questo rapporto tra noi e la tifoseria significa che ci siamo guadagnati credibilità, il punto di partenza per ogni grande cavalcata. Ma questa fiducia non è eterna: il nostro obiettivo a breve termine è non perdere più, ed è quello più importante. Ai playoff, poi, sarà tutto un altro discorso».