Fabio Ceravolo intervistato nel ritiro di Rivisondoli:
“Prima settimana di lavoro qui in ritiro, il test non era impegnativo, ma fare gol aiuta per un attaccante anche nelle partite contro le squadre dilettantistiche che si trovano nei primi giorni del ritiro estivo. E’ giusto farsi un esame di coscienza di quanto accaduto l’anno scorso, ma dalle sconfitte va tratto beneficio. Quest’anno non deve più succedere. Dobbiamo creare nuove motivazioni e il giusto entusiasmo. C’è una nuova squadra e un nuovo allenatore. Nel calcio trovare i motivi per cui una stagione non è andata come avresti voluto non è semplice, ci sono tanti aspetti collegati. Dopo aver fatto un grande girone di andata, c’è stato un infortunio, c’è stato il cambio di allenatore, qualcosa è successo, ma sembrano alibi. Fisicamente nel girone di andata stavo meglio, questo posso confermarlo. Nella seconda parte di stagione ho sofferto parecchio, non son riuscito a rendermi decisivo nella seconda parte di stagione, ma ora sono pronto a ricominciare. De Marchi? Michael è un ragazzo molto intelligente e molto bravo. Anche io posso imparare da chi è più giovane di me. E’ giusto rubare qualcosa dai più giovani, perché c’è sempre da imparare. Tutti vogliono giocare e in tutti i reparti ci sarà una sana competizione. Saremo una squadra molto competitiva, dovremo trovare una nuova identità. Per noi attaccanti e centrocampisti offensivi il gioco di Caneo è molto offensivo, veloce, con passaggi e movimenti rapidi, ho parlato col mister e l’aspetto che mi piace di lui è il fatto che predilige tanto un gioco d’attacco. Noi attaccanti ci stiamo divertendo, ci piace questo gioco, ma dobbiamo trovare il giusto equilibrio. Siamo pronti per una nuova sfida e un nuovo assetto. Il ritorno del Ceravolo della scorsa stagione? Deve essere così. Non bisogna mollare alle prime difficoltà. E’ giusto ci siano pressioni in una piazza come Padova, dobbiamo fare la corsa sempre su noi stessi, stiamo lavorando sotto l’aspetto tecnico. Forse sotto quell’aspetto l’anno scorso eravamo più forti, ma non significa automaticamente vincere sulla carta, io ci credo in questa nuova mentalità”.