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Estratto da fonte: Pierpaolo Spettoli per IL GAZZETTINO


Un’ora di seduta terapica al mattino, con replica al pomeriggio. Neto Pereira si sta sottoponendo a un ciclo di cure intensive per bruciare i tempi di recupero dopo l’inconveniente muscolare al flessore della gamba destra patito con il Parma. Una vera e propria ricaduta, dal momento che l’acciacco è saltato fuori nello stesso punto accusato nella sfida di Modena, tanto che mercoledì sera il brasiliano era al rientro dopo essere rimasto ai box con Bassano e Feralpi Salò. «Non è stato un rischio giocare – sottolinea Neto Pereira – L’allenatore mi ha chiesto come stavo, e gli ho risposto che mi sentivo bene. Tra l’altro non ho accusato alcun problema fino a quando sono rimasto in campo, poi purtroppo è capitato l’inconveniente. Ho preso palla cercando di allungarmela, nel contrasto l’avversario mi ha fatto fare una frenata e ho sentito un indurimento. Mi è dispiaciuto molto dover uscire, non solo per l’infortunio, ma anche perchè stavamo perdendo e la squadra aveva bisogno di me».

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Della serie, l’attaccante salterà il derby con il Venezia, nel quale all’andata aveva chiuso la pratica firmando il terzo sigillo biancoscudato dopo essere entrato nella ripresa. «Mi dispiace perché il derby è una sfida che tutti vorrebbero giocare. Non sarò in campo, ma verrò allo stadio a fare il tifo per i miei compagni. Ci teniamo a vincere per i nostri tifosi che tengono tanto a questa partita, e anche per il secondo posto. Una vittoria ci darebbe morale per ripartire dopo due sconfitte e riprendere così il nostro cammino». Anche se la matematica lascia aperta qualche piccola speranza in ottica primo posto, il vero obiettivo è appunto la piazza d’onore che permette di saltare il primo turno degli spareggi promozione. «Sappiamo che il primo posto è irraggiungibile, e che dobbiamo affrontare i play off. È fondamentale arrivarci carichi e nelle migliori condizioni possibile perché sarà a tutti gli effetti un altro campionato».

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Estratto da fonte: Francesco Cocchiglia per IL MATTINO

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Non c’è pace per Neto Pereira, che lunedì prossimo sicuramente contro il Venezia non ci sarà e che non sa ancora quanto dovrà attendere per poter tornare a giocare. «Non ho ancora idea della diagnosi», spiega il capitano biancoscudato, «Nei prossimi giorni faremo esami approfonditi perché i primi, molto a ridosso della partita, non potevano essere indicativi. Preferisco non affidarmi alle mie sensazioni, ho sentito un crampo ma non so quale sia l’entità del problema. Mi auguro solo che non sia nulla di grave». Pensa che siano stati affrettati troppo i tempi del suo rientro? «Non credo, le mie sensazioni erano positive e la settimana precedente mi sentivo bene, gli esami avevano detto che ero a posto. Lo avevo detto anche a mister Brevi, me la sentivo di giocare e non avrei immaginato che sarebbe andata così. È solo sfortuna». In attesa di capire quale sia il suo problema, ha capito quale sia stato quello del Padova nelle ultime due gare? «Purtroppo a Salò nel primo tempo abbiamo giocato veramente male, non siamo riusciti a esprimerci come sappiamo, e prendere gol col Parma dopo un minuto ha compromesso l’intera gara, perché poi non siamo riusciti a recuperare. Queste due gare ci serviranno di lezione: non possiamo permetterci di entrare in campo in quella maniera, regalare i primi tempi per poi dover rincorrere è sempre faticoso». Allude quindi ad un problema caratteriale? «Credo sia una questione mentale. Abbiamo corso e speso tanto negli ultimi mesi, e ci può anche stare, ma in questo momento dobbiamo stare tranquilli, capire i nostri errori e migliorare, ma senza dimenticarci di essere una grande squadra». Crede ancora al secondo posto? «Certamente, ci sono cinque partite. Gli scontri diretti col Parma sono comunque a nostro favore, e finché ne avremo la possibilità dobbiamo crederci. E ai playoff inizia tutto un altro campionato».

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