Un sogno lungo un secolo

Questo breve sunto della Storia del Calcio Padova è tratto dal libro Biancoscudo e dalla pagina di Wikipedia.

Per conoscere tutti i protagonisti, le statistiche e vedere foto e video d’epoca visitate il sito del museo virtuale biancoscudato.

ll 29 gennaio 1910 al Bar Borsa, in Piazzetta delle Garzerie, viene fondata l’Associazione Calcio Padova. Presidente fu nominato il barone Giorgio Treves de’Bonfili, vicepresidente il marchese Giuseppe Corradi. Il 20 febbraio in amichevole l’esordio contro l’Hellas Verona con un pareggio a reti bianche al campo “Giovan Battista Belzoni”.

E’ iniziata la storia del Padova che vive i suoi primi giorni di gloria già negli anni ‘20 quando il club biancoscudato viene scelto per inaugurare il primo campionato di serie A a girone unico, poi sarà serie A anche tra il ’48 e il ’52. In questo primo scorcio del secolo biancoscudato sono molti i personaggi leggendari. Uno su tutti, Silvio Appiani, il primo fuoriclasse del Padova che nella stagione 1914/15 trascinò la squadra con i suoi 18 gol in 14 partite.

Il 20 ottobre 1915 il giovane volontario Appiani muore sul Carso. Si spegne il suo grande talento, rimarrà negli anni come simbolo di giovinezza e ardore per il calcio padovano, immortalato nel cemento dello stadio che dal 1924 ha preso il suo nome.

L’ERA ROCCO 1951-1961

Nella storia di ogni nazione, di ogni città, di ogni vita, c’è sempre un periodo definito Età d’Oro. Un tempo più o meno breve in cui gli dei sembrano guardare dalla nostra parte, seguire con occhio benevolo le quotidiane fatiche di uomini che verranno ricordati in eterno. Esiste ovviamente un’Età d’Oro anche per i club calcistici. L’Inter di Helenio Herrera, il Napoli di Maradona, il Cagliari di Gigi Riva, il Verona di Osvaldo Bagnoli, la Sampdoria di Vialli e Mancini, il Milan di Capello e degli Invincibili … e ovviamente il Padova di Rocco.

Nel calcio questa belle époque viene spesso ricordata con il nome del principale artefice dei successi di quel fortunato periodo. Così, per il Padova, gli anni che vanno dal 1955 al 1961 verranno per sempre ricordati come l’Era Rocco, anche se il merito delle vittorie di quegli anni straordinari va senz’altro diviso tra l’allenatore triestino, i panzer, come il tecnico chiamava i suoi giocatori, e il palcoscenico sul quale questi grandi attori si sono trovati a recitare: lo stadio Appiani. Un catino ancora amatissimo dai tifosi biancoscudati, in cui l’architettura era al servizio della passione sportiva e catalizzava il calore dei tifosi, esaltati dalle gesta dei loro beniamini e a loro volta capaci di esaltarli, facendoli sentire allo stesso tempo protetti e minacciati.

Sì, perché venire a Padova da avversari in quegli anni faceva venire il mal di testa a molti campioni blasonati, ma anche chi era di casa non poteva permettersi domeniche di riposo in campo, pena qualche “rimbrotto” fischiato o gridato a pochi metri di distanza da migliaia di accalorati padovani.

GLI ANNI DURI 1962-1980

Anni lucenti quelli dell’era Rocco. Anni di piombo (e non solo calcisticamente) quelli che seguono alla partenza del Paròn verso lidi meneghini a consacrarlo eternamente nell’olimpo del calcio. Ma Padova come sta? Scorre la stagione calcistica 1961-62. La piazza è ancora in fermento per quel campionato culminato col terzo posto che resterà in eterno scolpito nella memoria di tifosi e della città. La matricola terribile, ricordata per i suoi panzer che hanno fatto del male alle grandi e solo grazie a situazioni non sempre ortodosse sono stati annientati da poche big del pallone nostrano giocato ancora su campi in terra battuta con un pallone di cuoio marrone. Si ripercorreranno più i fasti di un tempo? La domanda serpeggia nell’aria di una Padova in preda alla rinascita sociale e vicina alla ripresa economica dell’Italia appena uscita dalla guerra. Il calcio resta una valvola di sfogo e l’Appiani la cassa di risonanza per tutte le vicende legate alla squadra cittadina. Ancora pochi lo sanno e solo l’immaginazione più pessimista riuscirebbe a prevedere che in pochi anni la gloriosa squadra affonderà sino al baratro chiamato C2.

DESTINAZIONE PARADISO 1981-1995

Questo periodo parte con una promozione in C1 e termina con quella, storica, in A. 32 anni dopo la fine dell’Era Rocco. In mezzo, mille battaglie, cadute rovinosissime e resurrezioni miracolose sotto la guida del presidente Puggina. Giorni neri e giorni di gloria come quel 15 giugno 1994 nella calura di Cremona. Bonaiuti – Cuicchi – Gabrieli – Coppola – Rosa – Franceschetti – Pellizzaro – Nunziata – Galderisi – Longhi – Montrone. Glory days…

IL RITORNO IN SERIE B

All’inizio l’era recente fa il percorso inverso del periodo ’80-’90. Si parte da una salvezza in serie A ottenuta dopo una delle partite più emozionanti della storia. Uno scontro vita-morte contro il Genoa terminato ai calci di rigore dopo una partita dominata dal Padova. E’ l’apice di una storia recente del Padova, seguito da un’incredibile discesa agli inferi che in quattro anni porta il Biancoscudo addirittura in C2. A risollevare le sorti del club ci pensa prima il presidente padovano Mazzocco e poi l’attuale patron Marcello Cestaro che il 21 giugno 2009, dopo 11 anni di C, riporta la squadra nel calcio che conta. La squadra inizia bene la sua avventura nel campionato cadetto, rimanendo imbattuta fino all’ottava giornata, quando perde per 1-2 a Crotone, e dopo nove giornate è al 2º posto, in zona play-off, insieme al Cesena, altra rivelazione del torneo. In seguito arrivano le prime sconfitte, che progressivamente fanno scivolare il Padova in zona play-out. L’8 febbraio 2010, in seguito alla sconfitta con il Piacenza per 1-0 (undicesima sconfitta), viene esonerato il tecnico Carlo Sabatini. Il 9 febbraio il suo posto viene preso da Nello Di Costanzo. Dopo due mesi Sabatini torna alla guida della squadra. Il 30 maggio 2010 dopo la vittoria per 2-1 in casa contro il Brescia il Padova si trova a disputare i play-out contro la Triestina in due sfide che si tengono il 4 giugno e il 12 giugno. La gara di andata giocata in casa termina senza reti e dunque occorre una vittoria per salvarsi: il 12 giugno i biancoscudati restano in Serie B grazie a un secco 3-0, con le reti di Vantaggiato, Cuffa e Bonaventura.

GLI ANNI DUEMILADIECI

Nella stagione 2010-2011 dopo il cambio di allenatore e con un nuovo direttore sportivo, il Padova parte bene trascinato dalla coppia d’attacco Succi-Vantaggiato e dal trequartista Davide Di Gennaro che, grazie ai punti ottenuti soprattutto in casa, portano la squadra a ridosso della zona play-off. Tuttavia i numerosi infortuni occorsi durante la stagione fanno ripiombare la squadra nella zona di centro classifica. Il 15 marzo 2011 dopo la sconfitta nel derby contro il Cittadella l’allenatore Alessandro Calori viene esonerato. Lo stesso giorno la guida della squadra viene affidata al tecnico della Primavera, Alessandro Dal Canto, che al suo debutto in panchina il 19 marzo vince per (2-0) contro il Pescara. Nell’ultimo turno di campionato del 29 maggio la squadra di Dal Canto, trascinata nella fase finale del torneo da Stephan El Shaarawy, batte il Torino 2-0 in trasferta e conquista così un posto nei play-off. Dal 15 marzo al 29 maggio la squadra non ha mai perso. Alle semifinali dei play-off, il Padova supera il Varese con una vittoria in casa per 1-0 seguita da un pareggio per 3-3 fuori casa. La finale per la serie A vede il Padova affrontare il Novara. Dopo un pareggio per 0-0 in casa, il 12 giugno la squadra veneta perde la finale di ritorno per 2-0, vedendo così svanire il sogno di un ritorno in massima serie.La stagione inizia con la conferma del duo Foschi-Dal Canto, che dopo l’ottima stagione appena conclusa, rinforzano la squadra portando all’ombra del Santo giocatori come Omar Milanetto, Ivan Pelizzoli, Michele Marcolini, Daniele Cacia e il giovane portiere Mattia Perin. Dopo un buon inizio dove nelle prime sette giornate la squadra totalizza 17 punti su 21, senza mai perdere, i biancoscudati iniziano a inanellare una serie di risultati insoddisfacenti (4 vittorie, 4 sconfitte e 2 pareggi tra l’8ª giornata e la 17ª giornata) che culmineranno nella famigerata partita della 18ª giornata contro il Torino sospesa al 76′ per un guasto all’impianto di illuminazione sul risultato di 1-0 in favore dei biancoscudati. Dopo il recupero del 14 dicembre che sancisce il risultato di 1-0, si susseguiranno una serie di ricorsi e controricorsi, che determinano dapprima un 3-0 in favore del Torino, poi nell’1-0 in favore del Padova. Successivamente, dopo un mercato invernale sterile in cui l’unico rinforzo è Simone Bentivoglio e dove viene assunto Luca Baraldi come collaboratore del presidente, la stagione del Padova è un continuo calare, che conosce il suo punto più basso nella sconfitta in casa per 0-6 contro il Pescara di Zeman. I biancoscudati dicono addio al sogno della Serie A il 20 maggio 2012 dopo aver perso 3-0 fuori casa contro la Nocerina e concludono la stagione al settimo posto.Il quarto campionato di fila in serie cadetta inizia con Fabrizio Salvatori come direttore sportivo e Fulvio Pea in panchina. Anche la squadra è fortemente rinnovata, con l’innesto di diversi giovani e la riduzione complessiva del budget di mercato. Con il coinvolgimento nello scandalo scommesse del 2011 della società, riconosciuta colpevole di responsabilità oggettiva per le violazioni di un suo tesserato, la squadra deve iniziare la stagione con 2 punti di penalità, provvedimento revocato durante la stagione. Il 17 dicembre, a seguito della sconfitta casalinga per 1-3 contro la capolista Sassuolo, Fulvio Pea viene esonerato e al suo posto subentra Franco Colomba. Il 20 marzo 2013, dopo la sconfitta per 3-0 subita in trasferta contro il Bari, Franco Colomba viene sollevato dall’incarico e rientra Fulvio Pea, che traghetta la formazione biancoscudata a una tranquilla salvezza.La stagione 2013-2014 inizia con la vendita del club da parte di Marcello Cestaro a Diego Penocchio, proprietario del gruppo Ormis. Il nuovo presidente conferisce un nuovo assetto alla società nominando Andrea Valentini amministratore delegato, Alessio Secco direttore sportivo e Dario Marcolin allenatore. Dopo un avvio di campionato in cui i biancoscudati hanno collezionato un solo punto in sei partite, il 28 settembre l’allenatore Marcolin è sollevato dall’incarico. Al suo posto subentra Bortolo Mutti. Il 29 dicembre, il Padova chiude il girone di andata terzultimo con quattro vittorie, sei pareggi, dieci sconfitte, 16 gol segnati e 27 subiti all’attivo. Il 2014 si apre con la cessione del restante 52% del pacchetto azionario da parte di Marcello Cestaro a Diego Penocchio, che diventa così proprietario unico della S.p.A. biancoscudata. Il 2 febbraio, dopo aver collezionato un solo punto nelle ultime cinque partite, l’allenatore Bortolo Mutti è sollevato dall’incarico. Al suo posto subentra Michele Serena. Il 25 maggio 2014, la sconfitta per 2-0 a Siena sancisce, con una giornata di anticipo, la matematica retrocessione del Padova in Lega Pro, dopo cinque consecutivi campionati in Serie B.

DALLA SCOMPARSA ALLA RINASCITA

La stagione 2014-2015 del Padova si apre con la presentazione della domanda di iscrizione al campionato di Lega Pro, incompleta. Il 15 luglio 2014, a causa della mancata presentazione del ricorso alla Covisoc, il Padova non viene iscritto al campionato di Lega Pro. Successivamente la proprietà comunica in un primo momento che il Calcio Padova proseguirà l’attività sportiva concentrandosi sul settore giovanile e in un secondo momento che la squadra ha ufficialmente e formalmente richiesto l’ammissione al campionato di Serie D. Nei giorni successivi la domanda non viene accolta in seguito alle indicazione ricevute dalla FIGC da parte del sindaco di Padova Massimo Bitonci su quale debba essere la squadra autorizzata a chiedere l’ammissione in Serie D.A seguito dell’esclusione del Calcio Padova dai campionati nazionali, il 24 luglio 2014 viene iscritta al girone C della Serie D la nuova Società Sportiva Dilettantistica Biancoscudati Padova, nata per dare continuità sportiva alla storica società cittadina. Il sodalizio, fondato dagli imprenditori padovani Giuseppe Bergamin e Roberto Bonetto, debutta ufficialmente, sotto la guida tecnica di Carmine Parlato, il 24 agosto nella sfida di Coppa Italia Serie D contro la Castellana, vinta 2-0. Il 19 aprile 2015, in virtù del successo 2-1 sul campo del Legnago, la squadra veneta raggiunge la matematica promozione in Lega Pro. Chiude il campionato a 85 punti e 27 vittorie andando a battere il record precedente di successi (21 vittorie nella stagione 1947-1948).Il 6 luglio 2015, in vista del ritorno tra i professionisti, la società assume nuovamente la denominazione “Calcio Padova”. L’avvio del campionato di Lega Pro – girone A comincia con il Padova tra le prime in classifica, ma una serie di risultati negativi portano a fine novembre 2015 all’esonero di mister Parlato, avvicendato in panchina da Giuseppe Pillon.