CALCIO PADOVA

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Alessandro Zanellati: “Tra portieri c’è amicizia e rispetto. Motivazione? E’ questione di testa e di concentrazione”

Intervista ad Alessandro Zanellati:

“La finale? Passa dalle mani mie in egual misura passa dai piedi dei miei compagni. Teniamo alla Coppa quanto il campionato. Sul fatto del minutaggio abbiamo la possibilità di giocarci due partite vere per provare a conquistare un trofeo, queste situazioni fanno bene al morale. Quando fai due annate giocando meno ci sono tanti momenti di down, perché a nessuno piace non giocare. Questa competizione aiuta a superare questi momenti. Il giocatore di movimento ha la possibilità sempre di entrare, mentre per il portiere è difficile. Non sei sempre nel vivo del gioco, c’è difficoltà nel mantenere la concentrazione per 90 minuti e lo ammetto. E’ uno sport a parte il portiere. Sono contento di essere riuscito a rimanere concentrato in questi mesi e aver portato avanti un percorso che reputo “mio”. A Catania non ho mai giocato, sono contento di poter calcare il campo del Massimino. Ringrazio Donnarumma e c’è anche amicizia, c’è dialogo, alchimia e rispetto della persona. I portieri fanno un gruppo sempre a parte. Siamo tutti uniti per un obiettivo, si è creata un’alchimia e rispetto fra di noi. Anche se il Mantova avesse 10-12 punti di vantaggio noi saremmo sempre lì, siamo determinati e non molliamo. Anche in Coppa sono stati alternati giocatori e credo che in questo periodo sia la mentalità vincente a mandarci avanti. È proprio una questione di testa e di concentrazione. Vicenza con due partite in meno rispetto al Padova in settimana? Svantaggio non so, da noi c’è grande alternanza, è la motivazione che ti trascina in questo periodo. Sono in scadenza di contratto, l’obiettivo è sempre quello di giocare, io sono uno che pensa tanto. Temporeggio, quando arriverà il momento vedrò quale sarà la soluzione migliore per me. A gennaio non ho pensato di muovermi, è difficile quando non si gioca cambiare a metà stagione. Qualche idea c’è stata, ma mi è passata di mente perché c’è un gruppo collaudato e ho pensato di continuare qui. Non so la società che intenzioni abbia, vedremo alla fine del campionato. Credo di aver la stima della società, ma ora è presto e non è il momento di parlarne. E’ un periodo tosto, con tante partite e tante energie da mantenere. La parata con la Lucchese che mi è piaciuta di più? La prima, quando non giochi da tanto ti da quell’energia e sicurezza che ti fa dire “Ci sono, è iniziata la mia partita”, era da tanto che non giocavo, non è facile fare quasi 90 minuti fermi al freddo e poi riuscire a farsi trovare pronti. Mi ha aiutato a sbloccarmi da quel punto di vista. Li non hai tempo di pensare se è fuorigioco o meno, è una frazione di secondo, in un attimo è tutto finito”

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