Conferenza stampa integrale di fine mercato con il responsabile dell’area tecnica Massimiliano Mirabelli e il vice presidente Giovanni Banzato
Mercato nel segno dello svecchiamento della rosa e prospettive di crescita del club nella conferenza stampa di Banzato e Mirabelli.
Il vicepresidente Giovanni Banzato ha introdotto la conferenza stampa tracciando le linee guida del nuovo corso societario: «Finalmente il mercato è finito; è stato un percorso lungo e decisamente impegnativo. Si è trattato del primo vero mercato da quando siamo entrati nella proprietà del club. Avevamo dato mandato chiaro alla direzione tecnica, nella persona di Massimiliano Mirabelli, di avviare il nostro vero progetto sportivo, che consideriamo a tutti gli effetti il nostro “anno zero”. L’obiettivo era creare una struttura in grado di ambire a traguardi superiori, svecchiando la rosa, creando patrimonio e alzando il livello tecnico complessivo. Anche se la risposta definitiva arriverà sempre dal campo, oggi possiamo ritenerci soddisfatti del lavoro svolto. In città si respira un entusiasmo straordinario e sabato ho potuto constatare personalmente quante maglie del Padova ci fossero lungo la strada verso lo stadio. Tuttavia, non vogliamo frenare questo clima, ma i nostri obiettivi non cambiano assolutamente: dobbiamo pensare prima di tutto a salvarci il prima possibile per evitare di farci male. Dal punto di vista economico, avevamo stabilito un budget preciso che è stato rispettato; il direttore ha operato con totale libertà entro questi limiti. Infine, per quanto riguarda le infrastrutture, riteniamo che un centro sportivo sia fondamentale per un club serio di Serie B: ci stiamo muovendo in questa direzione e stiamo monitorando con attenzione anche la situazione legata a Bresseo.»
Successivamente, ha preso la parola il responsabile dell’area tecnica Massimiliano Mirabelli, che ha spiegato le operazioni compiute e la filosofia applicata durante la sessione di mercato: «Voglio ringraziare la segreteria sportiva, i miei collaboratori e la famiglia Banzato, che mi ha messo nelle migliori condizioni possibili per operare sul mercato. Le chiacchiere adesso stanno a zero: sarà solo il campo a stabilire a giugno la bontà del nostro operato. Nel frattempo la società si sta strutturando: Sandro Porchia è stato nominato direttore sportivo, offrendomi un supporto prezioso, e abbiamo inserito Francesco Musumeci come caposcout, istituendo una rete di scouting che prima non potevamo permetterci. Abbiamo posto una pietra importante sul progetto del Padova, ma dobbiamo restare umili e “buttare il sangue” insieme alla squadra e al mister per assicurarci di fare i punti necessari a restare lontanissimi dalle zone calde della scorsa stagione. Siamo un club ambizioso che vuole gettare solide basi per arrivare in Serie A, ma senza fare voli pindarici o pretendere di arrivarci domani. Seguendo le indicazioni della proprietà, abbiamo ridotto l’età media e puntato sulla patrimonializzazione sia in prima squadra che in Primavera, riaprendo inoltre la foresteria per ospitare ragazzi provenienti da fuori territorio. Nella scelta dei nuovi calciatori siamo stati estremamente attenti all’aspetto umano, preferendo valutare l’uomo prima ancora del calciatore. Riguardo ai tre giocatori fuori lista — Papu Gomez, Buonaiuto e Barreca — la linea della società è ferma e rigida: la decisione è stata presa e non si torna indietro. Non sottostiamo a nessun tipo di ricatto o paura dell’ultimo minuto; se a gennaio si troverà una soluzione economica soddisfacente bene, altrimenti possono rimanere fermi anche un anno.»
Di seguito, le domande poste dai giornalisti ai due dirigenti.
Avete pensato di rivedere al rialzo gli obiettivi stagionali, considerando che il livello del calciomercato suggerisce che il Padova possa puntare a qualcosa di più rispetto a una semplice salvezza tranquilla?
Mirabelli ha chiarito che il campionato di Serie B è estremamente difficile e che non bisogna peccare di presunzione o sentirsi troppo “bellini”, altrimenti si rischia di farsi male. La squadra deve conquistare prima di tutto i punti necessari per stare lontana dalle zone calde dello scorso anno. Banzato ha confermato che gli obiettivi non cambiano assolutamente: la priorità assoluta resta la salvezza da raggiungere il prima possibile per evitare rischi; se poi dovesse arrivare qualcosa in più, la società ne sarà felice, ma la strada richiede ancora molto lavoro.
Qual è stata l’operazione di mercato più complicata e c’è un giocatore che avreste voluto portare a Padova ma che alla fine non è arrivato?
Il direttore ha spiegato che tutti i giocatori arrivati sono esattamente quelli che la società desiderava, di conseguenza non c’è alcun tipo di rammarico. La trattativa più complicata ed estenuante è stata quella per Artistico, durata per tutta la sessione di mercato. Mirabelli ha sottolineato che l’intervento del patron Alessandro Banzato è stato decisivo per sbloccare l’operazione, poiché sul giocatore c’era la forte concorrenza di club importanti ed era un profilo molto ambito anche da Gattuso, mister della Lazio.
In questo organico sono presenti sei punte, oltre a Di Mariano e ai fuori rosa. Questa abbondanza di attaccanti rischia di creare problemi di gestione all’allenatore o all’interno dello spogliatoio?
Mirabelli ha precisato che i tre fuori lista non fanno parte del progetto e non vanno conteggiati. Di Mariano, inoltre, dopo un confronto con il mister, è stato confermato con l’idea di impiegarlo come mezzala offensiva “di squilibrio”, uscendo di fatto dal novero degli attaccanti. Restano sei punte per due posti: si tratta di un’abbondanza insolita, ma la dirigenza la considera un’ottima opportunità che stimolerà una sana competizione, con l’auspicio che il mister abbia ogni domenica il piacevole dubbio su chi schierare.
Riguardo ai tre giocatori fuori lista, c’è ancora qualche margine per un loro reintegro o la decisione è definitiva? Qual è il bilancio per non essere riusciti a trovare una cessione o uno svincolo entro la fine del mercato?
La società ha fatto il massimo fino all’ultimo secondo utile per trovare una sistemazione o una risoluzione contrattuale per Papu Gomez, Buonaiuto e Barreca. Tuttavia, la linea del club è netta e irrevocabile: non ci sono margini per un loro reintegro nel progetto tecnico. La dirigenza ha comunicato chiaramente ai procuratori dei calciatori che non si piegherà a ricatti o timori dell’ultimo momento. Se a gennaio si presenteranno soluzioni economiche adeguate verranno valutate, altrimenti per la società non rappresenta un problema lasciarli fermi anche per un intero anno, una scelta che penalizzerà più la carriera dei giocatori che il club.
In merito al budget stanziato, avete speso più o meno di quanto preventivato, considerando che si tratta di uno dei budget più importanti della categoria?
Il vicepresidente Banzato ha spiegato che spendere più del budget concordato non era possibile, poiché la società si è imposta regole e parametri rigidi che sono stati pienamente rispettati. Il budget rappresentava un tetto massimo di spesa entro il quale il direttore dell’area tecnica ha operato con totale e assoluta libertà d’azione.
Quanto c’era di vero nelle voci di cessione riguardanti Faedo, Varas e Bortolussi negli ultimi giorni di mercato e quanto è stato importante trattenerli? Inoltre, qual è il bilancio sull’ultimo acquisto, Galazzi?
Mirabelli ha confermato l’esistenza di un forte interesse e di numerose telefonate per Faedo, Varas e Bortolussi, un segnale che conferma la qualità del lavoro svolto e il valore dei giocatori in rosa. La società ha però respinto ogni offerta con l’obiettivo di preservare l’identità e la compattezza del gruppo. Riguardo a Galazzi, si trattava della prima scelta condivisa con l’allenatore per completare il reparto di centrocampo e attacco: è un giocatore duttile, capace di ricoprire più ruoli, e sarà estremamente utile anche per sopperire alla temporanea assenza dell’infortunato Zanimacchia.
È vero che c’è un ritorno di fiamma per il centro sportivo di Bresseo e che la società ha presentato un’offerta per acquisirlo?
Giovanni Banzato ha ribadito che la realizzazione di un centro sportivo di proprietà rappresenta un pilastro fondamentale per un club che punta a consolidarsi in categorie superiori. Pur non potendo fornire tempistiche precise o certezze assolute su Bresseo, ha confermato che l’area è costantemente monitorata.
In un’ottica di patrimonializzazione, quanto è stato investito nel settore giovanile e quali interventi concreti sono stati fatti in questo ambito?
Il direttore tecnico ha spiegato che, in linea con i mandati della proprietà, l’obiettivo primario era abbassare l’età media e creare valore tangibile per il club. Questo lavoro ha coinvolto sia la prima squadra sia la Primavera. Un intervento concreto e significativo è stato il ripristino della foresteria societaria, uno strumento fondamentale per accogliere e far crescere giovani talenti provenienti da fuori territorio, gettando le basi per una crescita sostenibile.