CALCIO PADOVA

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Prima Squadra

Conferenza stampa integrale Presidente Francesco Peghin e ad Alessandra Bianchi

Conferenza Stampa del Presidente Francesco Peghin e Ad Alessandra Bianchi:

Presidente Francesco Peghin: “Circa un anno fa, quando fu presentata la mia entrata nel Padova, dissi quali erano i motivi del mio ingresso: il primo è la passione per la squadra della nostra città, per i nostri colori, per i ricordi di quando ero bambino e venivo allo stadio con mio papà, fino ad arrivare a quella magnifica cavalcata che ci ha portato allo spareggio di Novara e dove abbiamo sfiorato la massima serie. Il secondo motivo era di dare una mano alla società per cercare di perseguire l’obiettivo di uscire dalla palude della Serie C, grazie al mio essere imprenditore e sportivo. La scorsa settimana sono andato a Londra per incontrare di persona Oughourlian e poter capire gli obiettivi reciproci. Nonostante la delusione di come è finita la stagione, ho visto Joseph carico per il prossimo anno. Alla luce di questo ho deciso di continuare a fare il presidente per la prossima stagione e di rilanciare l’investendo ulteriormente, portando altre risorse pari a quanto ho investito lo scorso anno con la quota del 25%. Sono molto carico e convinto a perseguire il nostro obiettivo. Credo che la stagione passata non sia da considerare un fallimento: non abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo dati, obiettivo che non perseguivamo solo noi, ma almeno 10 squadre di livello simile al nostro in tutti e 3 i gironi. C’è stato un bel clima durante l’anno, tutti ci speravamo e abbiamo seguito il cammino dei ragazzi con passione. I tifosi sono sempre stati vicini alla squadra. È mancato qualcosa nei momenti determinanti: abbiamo fatto un girone d’andata ottimo, dopo Trieste nel girone di ritorno c’è stato un calo. La squadra ha mancato nelle partite chiave, non solo in quella col Mantova, ma anche col Legnago, la Virtus Verona e anche col Vicenza in campionato, non siamo stati bravi a cogliere l’occasione. Inoltre, a me la delusione della Coppa Italia è rimasta, ce la siamo mangiata da soli. Il mio pensiero è che ci sia una potenzialità molto grande in questa squadra e credo molto in questo gruppo, con qualche ritocco giusto. Per questo continuerò a investire nel Padova. La programmazione è cominciata l’anno scorso con un cambio di filosofia. La Serie C è una palude pazzesca, ci sono squadre che sono scese dalla Serie A negli ultimi anni, uscirne è difficilissimo. Non vedo quindi l’anno passato come una delusione, bisogna riprovarci con la stessa voglia. L’idea è di fare le cose per bene, con un budget simile all’anno scorso, forse leggermente superiore. Una parte di questo budget verrà usato in maniera sensata senza creare contratti a lungo termine che possono mettere in difficoltà la società. Quest’anno ci sarà un maggior apporto dei soci, senza la cessione di Vasic dell’anno scorso i soci continueranno a contribuire con più di 3 milioni di euro. Da parte nostra c’è tutta la voglia di fare il massimo per questi colori. Io personalmente proverò a fare il meglio per quanto mi compete”.

Ad Alessandra Bianchi: “Noi ci crediamo ed è importante sapere di avere a fianco una figura come quella di Francesco Peghin. Quest’anno tutti ci aspettavamo un epilogo diverso, noi come altre 12 squadre in tutta la Serie C che magari avevano speso anche di più. La direzione presa l’anno scorso riteniamo sia quella giusta e continueremo su questa strada, non ripartiamo da una pagina bianca, ma da una situazione con già delle basi. Ci crediamo mettendo a disposizione un budget consono col mercato estivo. Da quando io sono qui i soci hanno immesso solo soldi e le risorse sono sempre state reinvestite. La sostenibilità è fondamentale. In questo momento la società del Padova è quella che vedete qui davanti, nessuno finora ha manifestato l’intenzione di unirsi ai soci. Da questo punto di vista l’apertura c’è e ci sarà sempre”.

Presidente Francesco Peghin:

Ci tenevo ad aggiungere due parole portando un ricordo a Barbara Carron. Ho avuto il piacere di condividere la vicepresidenza in quel periodo dove abbiamo raggiunto la finale di Novara sfiorando la Serie A, mi sembra opportuno ricordarla oggi che siamo tutti qui riuniti.

Voglio sottolineare che la focalizzazione delle risorse sarà sulla squadra per provare a centrare l’obiettivo. Una squadra come il Padova, con un budget come il nostro, non può non cercare di inseguire la Serie B. Negli anni abbiamo mantenuto una linea comunicativa in cui si prova a mantenere un profilo basso. Nella mia esperienza di velista sono riuscito a vincere il campionato del mondo, il mio sogno, dopo 6 tentativi andati a vuoto. La pressione psicologica per raggiungere quel risultato era diventata troppa. E sono riuscito a vincere solo quando pur impegnandomi non ci speravo più e sono riuscito così ad alleggerire la pressione. Secondo me dobbiamo fare una cosa simile qui a Padova, alleggerire la pressione.

Il Padova, per quanto riguarda lo stadio, fa il suo; i lavori di manutenzione ordinaria li ha sempre sostenuti. Il Padova ha l’obiettivo di portare la squadra in Serie B, la società valuterà il da farsi quando si porrà la situazione. Per quanto riguarda il centro sportivo, il Padova ha già dei centri sportivi dove potersi allenare. Ci eravamo ingolositi di poter tornare a Bresseo, purtroppo poi quell’opportunità è scemata, ora si guarda al futuro e bisogna impegnarsi per l’obiettivo stabilito. Chiaramente non è tutto perfetto.

Il tema degli allenatori è il punto dolente; una valutazione la società l’ha fatta. Al termine della stagione passata è cominciato un ciclo nuovo, una filosofia diversa. Sotto il punto di vista degli allenatori quest’anno non ha funzionato, ma come squadra ha funzionato. Abbiamo una buona base. Il direttore sportivo verrà a parlare, lo farà appena verrà individuato l’allenatore. Credo che anche fosse rimasto Torrente non avremmo vinto i playoff. Quello che è stato fatto è per cercare di fare il bene del Padova. Si è provato a dare uno stimolo a una squadra che aveva delle problematiche.

Ingresso di nuovi soci? Non è facile, gli imprenditori di spicco sono spesso delle prime donne. Difficilmente si trovano delle figure che sono disposte a mettersi così in gioco come ho fatto io. Quantomeno non si sono ancora palesati. Anche qui il clima non aiuta a far entrare nuovi soci. Io non sono una persona che pensa di avere la verità in tasca. Una parte del budget l’anno scorso arrivava dalla vendita di Vasic, quest’anno Oughourlian metterà mano ancora di più al portafoglio. Ricordiamoci che ci sono squadre in C che con budget alti non hanno raggiunto nemmeno i playoff. Si pensa che un budget di 4,5 milioni sia sufficiente per poter lottare alla conquista alla Serie B. Ogni anno ci sono esempi di squadre che riescono a salire con un budget pure inferiore, il Cesena è l’unica squadra che è salita con un budget superiore al nostro in questa stagione. Padova certamente è una città importante, però per qualche motivo, anche con imprenditori importanti, non si riesce a salire di categoria. L’importante sarebbe creare un’alchimia tra giocatori, allenatore e società. Oughourlian potrebbe fare di più dite voi, ma lui si sta comunque impegnando molto per il Padova. Le plusvalenze vengono reinvestite per la squadra.

AD Alessandra Bianchi: “Nessuno è contento di mettere i milioni e non vincere. È chiaro che gli obiettivi sono salire di categoria. Io ho sempre imparato a dare valore al denaro e i discorsi sui giocatori svenduti mi infastidiscono perché abbiamo raggiunto cifre molto alte. Non si arriva secondi se non si programma, purtroppo questa è una categoria dove una sola squadra sale, ci sono tantissimi pretendenti per lo stesso obiettivo. Joseph continuerà a sostenere questo progetto, ovviamente per avere prospettiva deve essere un progetto con equilibrio. Ogni anno arrivare e mettere una pioggia di milioni senza sostenibilità, dopo qualche anno i soci non ci seguirebbero più”.

Presidente Francesco Peghin: “La fiducia al DS è stata data quando ha rinnovato il contratto in autunno. Non c’è dubbio che ci siano dei difetti di comunicazione del direttore sportivo. La società ritiene che il DS abbia operato bene nella costruzione della squadra, è stato fatto un buon lavoro, ottimizzando le risorse. Sulla base di questo crediamo di avere un buon nucleo di giocatori. Gli allenatori non hanno funzionato, ma la fiducia che il direttore gode non deriva solo dal mercato. È stata creata una base di giocatori affamati che, con l’esperienza accumulata quest’anno, possono darci soddisfazioni. Io penso che il direttore abbia operato bene per la squadra e si è guadagnato il rinnovo del contratto e la fiducia ulteriore. Sono convinto che il prossimo sarà un anno importante in termini di valutazioni. Sembra che l’unico motivo per cui la società ha confermato Mirabelli sia per la capacità di vendere, ma non è così. La creazione dello zoccolo della squadra che noi riteniamo una base per l’anno prossimo è stato un buon lavoro. Premesso che non si può parlare di allenatore futuro visto che è ancora tutto in divenire. È innegabile che il tema degli allenatori sia un punto dolente del passato. Ne stiamo riflettendo a livello interno e lo sappiamo. La durata del contratto del prossimo allenatore dipende da vari fattori, viene proposta dal direttore sportivo alla società e poi si deciderà. Chiunque sia l’allenatore prossimo, l’intenzione non è di fare un contratto annuale.

Quest’anno un’eventuale vendita di qualcuno non diminuirà l’apporto dei soci sul budget. Faccio un appello ai tifosi: prendetevela con noi, con la società, non con la squadra. La squadra è rimasta molto addolorata da come è finita la scorsa stagione e bisogna preservare i ragazzi e sostenerli tutti. Hanno dato tutto e ci hanno provato fino alla fine. Non bisogna far loro vivere un clima pesante fin dall’inizio. Io avevo un rapporto speciale con Torrente, ma tutti vedevamo le cose che non stavano andando nella maniera che speravamo. Torrente è una persona eccezionale, ma purtroppo c’è stato un certo tipo di valutazione. Quando c’è un solo risultato che conta, bisogna fare delle scelte e prendersi gli insulti della piazza se si sbaglia”.

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