CALCIO PADOVA

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Prima Squadra

Presentazione integrale di Mister Massimo Oddo: “Contento di tornare in una piazza che conosco. Bisogna vincere i playoff!”

Presentazione intergrale di Mister Massimo Oddo:

Massimiliano Mirabelli: “Innanzitutto voglio ringraziare Mister Torrente, ha avuto una media punti molto alta e siamo soddisfatti, lo dicono i numeri e siamo contenti. Purtroppo nelle ultime 6 partite di campionato abbiamo fatto solo 6 punti e perso una finale. Non era tanto il fatto dei pochi punti fatti ma ci preoccupava il fatto di vedere una squadra che si spegneva sempre di più, non riuscendo più a riattaccare la spina. Oramai certificato che il primo posto è andato al Mantova al quale facciamo i complimenti, adesso comincia una nuova era. Nei tempi abbiamo pensato ad un cambio tecnico. Perché Oddo? Lui conosce bene noi, noi conosciamo bene lui, meritiamo tutti una rivincita per quello che è stato. In queste 3 gare c’è ancora da conquistare un pezzettino per consolidare il nostro secondo posto per poi cercare di affrontare al meglio questo playoff. Abbiamo tutte la carte in regola, questa società ha in mente come tutto l’ambiente la serie B e non ci fermeremo finché non l’avremo conquistata. Non volevamo cambiare strada ma questo ci ha detto il campionato, cercheremo noi come società, squadra, a trascinasse questo ambiente nella positività. Non ci faremo trovare impreparati o presi dallo scoramento in caso di difficoltà, quello è l’obiettivo che vogliamo da raggiungere al più presto. Do il benvenuto a Massimo affinché possa fare al meglio il suo mestiere augurandoci che possa dare il contributo che tutti ci aspettiamo”.

Mister Massimo Oddo: “Ci tengo a dire che sono contento di essere tornato e avere una nuova occasione in questa piazza che conosco. Ci conosciamo già tutti, manca all’appello solo Andrea Moretto che tengo a ricordare con affetto. Io seguo sempre le vicissitudini delle squadre dove ho avuto avventure positive, sono estremamente contento di essere tornato qui non per essere tornato in panchina, ma perché la fiammella mi si è subito accesa quando il Direttore mi ha chiamato. Ho a disposizione una squadra che conosco, ho visto quasi tutte le partite e penso che sia una squadra con la quale ci si possa divertire e arrivare fino in fondo. I playoff li conoscete e sapete quanti punti interrogativi ci sono ma si possono affrontare al meglio, la voglia da parte mia c’è e proverò a trasmetterla a tutti i ragazzi, è il compito più importante per me.

Più forte questa o la squadra tua passata? Non credo ci sia un termine di paragone, non sono propenso a pensare al passato. Per me è una squadra forte, è una squadra in linea coi criteri della mia idea di calcio. Ho avuto la possibilità di entrare in corsa in altre squadre e non c’era stata la fiammella per fare bene. Qui invece le motivazioni le sento, sin dalla prima volta che mi ha chiamato il Direttore, sono convinto che potremo fare bene. Oggi c’è una squadra che ho a disposizione, a differenza di due anni fa dove c’era una situazione diversa dopo una sconfitta in finale playoff, il presidente ancora non si era esposto sulla programmazione, c’erano contrasti tra i contratti in essere pesanti. Prima di fare qualsiasi tipo di entrata bisognava mettere a posto questi contrasti e in quel momento non avevo l’entusiasmo di oggi, adesso guardo la squadra e capisco che può vincere. La scelta all’epoca è stata anche una forma di rispetto nei confronti della piazza, c’era grande delusione e non era il momento giusto per continuare.

Motivazioni delle sconfitte? Da oggi farò le mie scelte, non saranno oro colato ovviamente. Non voglio parlare delle partite perse in passato dove non c’ero. Anche a noi è capitato di perdere partite in passato come a Palermo. Non parlo mai di fallimento io, a volte si vince a volte si perde, a volte c’è più o meno demerito. Nello sport c’è sempre un perdere e un vincente. Quello che è stato non lo so, ho delle certezze nella mia testa, conosco tutti i giocatori e conosco le loro caratteristiche. Ne ho già allenati 3, ho una linea in testa di come far giocare la squadra. Il direttore mi ha chiamato per vincere, se sei secondo e ti chiamano è per andare in Serie B. Non ho chiesto alcun rinnovo, non mi interessa. Ci conosciamo e non c’è bisogno di capire nulla, sono venuto qui per un unico obiettivo, ci sono i playoff e bisogna vincerli. I playoff li conoscete meglio di me, sono complicati ma questa è una squadra che può arrivare fino in fondo.

Differenze nella preparazione rispetto a due anni fa? Quando passano 3 settimane e non giochi, l’obiettivo è tenere il ritmo partita. Si cercherà di tenere il ritmo e il livello alto nel periodo, il ritiro di due anni fa non c’entra, era una squadra diversa. Io non ho avuto alcun problema nella rincorsa al primo posto, sono sempre stati bene i giocatori, finito il campionato invece si sono fermati tutti perché avevamo speso tantissimo. Era una squadra più vecchia, questa invece è una squadra più giovane con tanta voglia e tanta fame. Si vuole arrivare agli obiettivi, quando hai una squadra che vuole lavorare bene anche fisicamente è importantissimo. Ho un’idea certa in testa e la vedrete dal punto di vista tattico, sicuramente mi farò un’idea più importante adesso che li consocerò ma in linea di massima ho le idee chiare. In questo momento è diverso l’obiettivo, adesso l’unico è tenere il secondo posto e preparare i playoff passando per queste 3 partite, saranno partite importanti per me e per i ragazzi per preparare i playoff. Non sono tornato per una rivalsa rispetto a due anni fa, con quello non si va da nessuna parte. Sarò affiancato dal mio vice dell’altra volta. Io adesso penso alla prossima partita dove bisogna fare i 3 punti e chiudere la questione. Se dovesse arrivare la matematica un allenatore avrà la possibilità di vedere più giocatori ma per adesso si affronta un obiettivo alla volta, prima conquistiamo il secondo posto. Non mi espongo sul dire che il trequartista si può o non si può fare. Non ti dirò cosa ho in testa ma adesso ho le idee chiare in testa, poi il tempo mi dirà se quello che penso è giusto ho sbagliato. Se alleni una squadra in un certo tipo di modo poi la squadra ti risponde, per me è importante avere le idee chiare e come vi ho detto tempo fa citando Liedholm “io li ho messi 442, poi loro si muovono”.

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